Breve storia della Dolce Vita e dei Paparazzi

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"La dolce vita" di Federico Fellini ,non e' solo il titolo del celebre film, ma anche uno stile di vita e l'emblema di un epoca che nonostante i tentativi non sarà mai più possibile ricreare, nonostante vari tentativi privi di quella autenticità che ha caratterizzato l'inizio di un epoca irripetibile.

La dolce vita è diventato anche un modo di dire.

Alcune scene della dolce vita, (come la celeberrima in cui Anita Ekberg fa il bagno nella fontana di Trevi, davanti allo stupore di un giovanissimo Marcello Mastroianni) sono diventate il simbolo di un’epoca

La dolce vita e' diventato un amatissimo cult-movie, che pero' all’epoca scatenò violentissime polemiche e voglie censorie e che diffuse in tutto il mondo neologismi come “Paparazzi” (riferito ai fotografi sulle tracce dei divi).

La Dolce Vita quindi, è passata ad indicare un vero e proprio stile di vita dell'Italia del dopoguerra, quando imitare il sogno borghese americano sembrava la via più facile verso il benessere, quando stelle e stelline in cerca di notorietà si ritrovavano a Roma in via Veneto con intellettuali, nullafacenti e aristocratici e avevano nei fotoreporter, detti Paparazzi, i loro cantori.

Alla fine degli anni Cinquanta questo gruppo di giovani paparazzi, persecutori di personaggi, si misero al lavoro, auto proclamandosi anche "fotografi d'azione".

I maggiori paparazzi degli anni ruggenti della dolce vita furono: Tazio Secchiaroli, Marcello Geppetti, Lino Nanni, Elio Sorci, Guglielo Coluzzi, Adriano Bartoloni, Alessandro Canestrelli, Velio Cioni, Licio D'Aloisio, Mario Fabbi, Giuseppe Palmas, Pierluigi Praturlon, Sergio Spinelli. Molte loro foto sono passate alla storia......

Un flash rubato al volo, sparato all'improvviso sulla privacy del divo o diva di turno, ed era fatta: la fama del personaggio garantiva anche la fama del paparazzo.

In quegli anni i paparazzi spesso organizzavano ad arte degli "incontri" con i personaggi famosi, scatenando volutamente dei "piccoli incidenti" grazie ai quali venivano realizzati foto da vendere ai rotocalchi (le famose paparazzate).

Roma diventò una Hollywood sul Tevere, per la quantità di Kolossal che approdavano a Cinecittà, anche grazie ai costi molto ridotti rispetto a quelli d'oltre oceano, rievocando l'escalation degli scandali e degli scoop, (famoso fu lo spogliarello di Aichè Nana al Rugantino, le foto furono fatte da Tazio Secchiaroli).

Sul fenomeno della dolce vita e dei paparazzi sono state fatte varie mostre fotografiche e stampati vari libri di foto.

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