| La mia carriera di dj e' iniziata alla fine degli anni 70, facendo qualche sostituzione in alcune discoteche romane, ma allepoca ricordo i posti erano pochi e i djs che lavoravano erano insostituibili, parlo di Paul & Peter Micioni, Marco Trani, Stefano Di Nicola, Faber Cucchetti, Enzo Barbieri, Alvaro Ugolini, Dario Raimondi, Francesco Bonanno (uno dei componenti degli Easy Going, nonche' dj del Mais, Mario Politano', Francesco Borgese,ecc Forse a dire il vero il primo approccio con il mondo della musica dal punto di vista professionale l'ho avuto quando insieme a un mio compagno di elementari:Carlo Cattani abbiamo messo in piedi addirittura una piccola radio privata. Era infatti 1978 quando con Carlo Cattani e Marco Severini nella soffitta di Walter Pecoraro abbiamo aperto questa radio che ci consentiva di far ascoltare le nostre proposte musicali nel quartiere romano di Moteverde Nuovo...Infatti gia' a Monteverde Vecchio si perdeva il segnale e si parla di pochi chilometri....altri tempi. Torniamo ai dj da club....Bisogna assolutamente ricordare che Roma e' stata forse la citta' italiana dove si sono visti i primi dj all'opera. Gia' all fine deegli anni 60 il Piper di Via Tagliamento, introdusse la figura del dj, che faceva ballare prima dei gruppi live. Giuseppe Farnetti al Piper mixava con un giradischi e un registratore a bobine, oltre a curare il suono e le luci. Sempre a Roma negli anni 70 si videro le prime dj donne, Marilu' Corradi e' stata la prima.....era lei la dj del famosissimo Number One. Poi negli anni 80 fu la volta di Claudia Longhino al Bella Blu. Il fidanzato dell'epoca di Marilu', Tonino Verrastro fu invece uno dei primi dj romani insieme a Claudio Casalini e Gianni Naso. Ma torniamo al Mais, erano strepitosi i giovedi' pomeriggio, siamo alla fine degli anni 70. Il Mais fondato da Massimo Buonerba e Piero Roberto, era bellissimo: uno stanzone enorme dove non c'era posto per sedersi. O ballavi, oppure come me, si stava davanti alla consolle del dj a gustarsi i mix, che proponevano il buon Francesco Bonanno e l'americano Robert Drake abilmente coadiuvati dal giovanissimo dj Stefano Quinziato (mio compagno di scorribande notturne nei vari locali della notte), nonche' dal ballerino e tecnico delle luci Ottavio (anche lui faceva parte degli Easy Going). Robert Drake, il quale aveva lavorato con gli Chic come ingegnere del suono forse fu il primo a far conoscere la tecnica del missaggio ai dj italiani. Approfitto per dedicare un pensiero d'affetto a Francesco Bonanno e a Enzo Barbieri che saranno per sempre nel cuore di tutti coloro che li hanno conosciuti. Il Mais se la batteva con il Green Time, altra storica discoteca gestita dal mitico Mister Franz. Sicuramente pero' l'apertura del Much More diede una svolta decisiva alle notti romane. Un ex cinema a due piani, io mi ricordo riuscii ad entrare all'inaugurazione, pazzesco!!! Sembrava di stare a N.Y., anche se non c'ero mai stato. Alla consolle Pietro Micioni e Al Jordan, il quale gia' rappava. L'impianto luci era strepitoso e veniva magicamente manovrato dal mio grande amico Ennio Baldelli. Ok torniamo a me, mi ricordo che riuscii ad entrare in contatto con molti dj, attraverso un lavoretto che mi ero inventato con un mio caro amico, Antonio Alesse, il quale forse fu il primo a farmi mettere le mani sui piatti. Con lui andavo il pomeriggio nel negozio "Best Records" di Claudio Casalini, a prendere tutte le novita' discografiche (i famosi "mix"), per poi portarle ai djs la sera in discoteca, prima che arrivasse il pubblico. Era la maniera per conoscere le novita discografiche, frequentare i djs e per mettermi in tasca qualche soldino (avevo appena 18 anni). Devo dire, che il servizio, che offrivamo, era molto apprezzato dagli addetti ai lavori e presto diventammo per tutti "il Gatto e la Volpe", anche se non ho mai capito quale parte svolgessi io. Parlando delle mie prime esperienze con i piatti non posso non citare il mio grande amico Paolo Boemio, con il quale abbiamo diviso nottate intere e pomeriggi in macchina a studiare missaggi ed a fare cassette, che peraltro ancora conservo gelosamente, Paolo era un maniaco dell' hi-fi, all'epoca faceva gia' il dj alle feste private e per noi era un mito....... E importante soffermarsi su un particolare, allepoca le novita venivano proposte prima nei clubs, poi nelle radio. Motivo per cui era interesse dei negozianti, rifornire prima i djs piu importanti,che facevano un test nei loro locali. In quegli anni a Roma, la mia citta', i negozi di dischi per djs erano oltre a "Best Records", l'ancora oggi conosciutissimo "Goody Music" di Claudio Donato e "Citta'2000" del grande Giuseppe Farnetti. Mi ricordo che quando arrivavano le nuove uscite (al massimo 4/5 esemplari per titolo), venivano messe da parte nelle famose buste con i nomi dei top djs e guai a chi le toccava o sbirciava dentro di esse. Oggi purtroppo e tutto diverso chi prima arriva prima trova il nuovo disco, anche se poi lo deve suonare a casa. All'epoca ricordo, che i conduttori radiofonici, si portavano la loro borsa di dischi da casa e praticamente improvvisavano il loro programma. A Roma cominciava a farsi sentire Radio Dimensione Suono, trasmetteva dal quartiere Balduina, da dove il buon Ivo Caliendo proponeva la sua Fusion, galvanizzando i gusti praticamente di mezza capitale (compresi i miei). In seguito la radio, si sposto' all'Hotel Ritz di Piazza Euclide ai Parioli , dove gli speakers, Mario Tagliaferri, Faber Cucchetti, Silvio Piccinno, Francesco Scelta ed Antonella Condorelli hanno creato a mio avviso, giorno dopo giorno, le solide basi, che hanno portato Dimensione Suono ad essere oggi, una delle piu' importanti radio italiane.
Ma torniamo alla mia storia. Dopo la maturita quindi decisi di partire come dj per i Villaggi Valtur, dove ho fatto sei stagioni dal 1980 al 1983, passando dalla Sicilia alla Val D Aosta, dalla Costa DAvorio al Trentino, dalla Tunisia alla Calabria. Anche se si lavorava duro alla fine ci si divertiva molto ! E stato li' che ho conosciuto il grande Rosario Fiorello, che gia allepoca andava a duemila ! Rosario era gia come oggi, forse ancora piu scatenato. Penso che un personaggio come lui non poteva non lavorare in televisione. Ricordo una sera a Brucoli in Sicilia, accendemmo le luci dell anfiteatro in piena notte, lui prese il microfono ed io cominciai a mettere musica svegliando praticamente tutto il villaggio.Tanta era la sua simpatia, che molti clienti scesero in pista a ballare. Lalternativa era che, se lesperimento non funzionava, il Capo Villaggio ci avrebbe sicuramente cacciato via il giorno dopo o la notte stessa. Quella notte ando bene e grazie anche a tutta lEquipe, quella stagione prendemmo lOscar come miglior villaggio dellanno e ci portarono come premio in crociera alle Isole Eolie. Ma non cera solo lui, ad esser sincero, era tanta la gente brava e preparata, che ho conosciuto nei villaggi. Molti di loro li ho rivisti in veste di manager o impiegati modello, altri hanno continuato nellambito del turismo, altri non li ho mai piu rivisti. Abbandonati i Villaggi me ne andai , in Portogallo, per un paio di mesi e li trovai lavoro come dj in un locale nella citta' di Porto. Dopo lestate ritornai quindi a Roma, dove una sera al'Easy Going (altro locale storico di Roma) rincontrai Marco Trani, il quale mi propose di affiancarlo nel nuovo locale che stava aprendo la Sig.ra Iannozzi, gia proprietaria del JackieO e dello stesso Easy. Accettai la sua offerta ed eccoci al 5 ottobre del 1983, giorno in cui insieme a Marco Trani inaugurai il grande Hysteria. La selezione degli invitati della prima serata fu curata dal grande Press Agent Enrico Lucherini. Il mio ruolo primario all Hysteria era quello di tecnico luci, nonche di secondo dj, quando Marco era cotto, e vi garantisco che spingevamo proprio. L'impianto luci dell'Histeria era pazzesco. Per due anni lHysteria e stato il numero uno dei locali a Roma. A quel tempo i biglietti omaggio, i due per uno e soprattutto i portagente, non si sapeva proprio cosa fossero. Per entrare dovevi essere fico e basta ! AllHysteria penso che siano passati un po tutti i vips del mondo dell'epoca, dai Duran Duran agli Spandau Ballett, da Jack Nicholson a Brigitte Nielsen, allora moglie di "Rambo", dai Simply Red ai Frankie goes to Hollywood, da Patsy Kensit a Diego Maradona. E poi cera una passerella di pischelle, molte delle quali adesso giovani donne affollano le reti Rai e Mediaset. Roma allepoca era divisa in due categorie di frequentatori di locali, quelli che venivano allHisteria, un po piu alternativi di quelli che invece piu fighetti sceglievano lOpen Gate, dove lavoravano il bravo dj pr. Luca Pavoni ed il grande Francesco Pesarin, con il quale peraltro sono rimasto sempre in grande amicizia pur lavorando in due diversi locali apparentemente in competizione. Voglio anche ricordare, che sempre a Roma gia' esistevano dalla fine degli anni 70 varie discoteche dedicate al modo gay come l'Easy Going, che ha tenuto a battesimo Paolo Micioni e poi Marco Trani, ma anche l'Alibi dove esordi' un giovanissimo Pietro Micioni, il St James con Renato Uzzo e Francesco Borgese e poi l'Angelo Azzurro con Enzo Cassini, anche lui come Marco Trani, della scuola di Ostia/Casal Palocco. Ci sono state zone d Roma, che stranamente hanno avuto una grande concentrazione di DJ, Ostia e' una di queste. Devo dire sinceramente, che la musica dei club gay romani non aveva niente da invidiare ai locali neworkesi come il Paradise Garage. Si suonava molto funky e l'atmosfera era incredibile. Infatti erano frequentati sia dal mondo gay, ma anche dal cosidetto jet set della capitale.
Nel 1986 dopo essere passato per qualche mese al Privilege, locale piccolo ed esclusivo, stracolmo di volti noti, politici gaudenti e molti personaggi tipo Manuel Fantoni, ho deciso di andare in America per un periodo.
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